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Gli obiettivi e le misure di conservazione

La Direttiva Habitat obbliga tutti gli stati membri di stabilire, per ogni zona speciale di conservazione (ZSC) e per tutti tipi di habitat e tutte le specie degli allegati I e II della Direttiva Habitat, gli obiettivi di conservazione. Questi obiettivi definiscono lo stato che le specie e gli habitat devono conseguire nei rispettivi siti al fine di raggiungere uno stato di conservazione soddisfacente a livello nazionale, biogeografico o europeo.

Le misure di conservazione sono gli interventi e i meccanismi veri e propri da predisporre per un sito Natura 2000 al fine di conseguire gli obiettivi di conservazione: le misure devono quindi fare chiaro riferimento ai relativi obiettivi. Per essere credibili, le misure di conservazione devono essere identificate, stabilite e rese applicabili. È inoltre importante stabilire un termine per il riesame delle misure di conservazione adottate al fine di verificarne l’adeguatezza, la misurabilità e l’attuazione rispetto al conseguimento degli obiettivi e ai progressi compiuti in tal senso.

La designazione delle ZSC è fondamentale in quanto impone agli Stati membri di applicare le misure di conservazione necessarie al conseguimento degli obiettivi della Direttiva Habitat e al mantenimento o ripristino in uno stato di conservazione soddisfacente le specie e gli habitat di interesse comunitario.

Ad oggi sono state designate in Italia 2286 ZSC e questo passaggio garantisce l’entrata a pieno regime di misure di conservazione sito specifiche.

Le Misure di Conservazione sono interventi a tutela di specie protette, ma anche attività di mantenimento di un habitat, come lo sfalcio programmato delle praterie (foto a sinistra; autore: S. Hardersen), oppure attività di contrasto alle specie aliene, ad esempio come l’estirpazione dell’Ailanto (foto a destra; autore: .Archivio LifeESC360).

Ultima modifica: 21/05/2021